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Simone De Stasio - La geometria come forma di trasparenza

Simone De Stasio  
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  Milan / Berlin

La geometria come forma di trasparenza. Quando la forma racconta la funzione, l'essenza di un oggetto.

Il progetto RcK, si ispira al linguaggio dell'architettura, esplorando l'essenza formale delle geometrie costruttive più archetipiche. Ne nasce una collezione in grado di raccontare, anche attraverso la scelta di materiali grezzi ed essenziali, l’essenza e il funzionamento dell'oggetto. Il linguaggio architettonico è caratterizzato da forme geometriche elementari e dalla totale mancanza di ornamenti e modanature. La geometria diventa un mezzo disciplinare, uno strumento indispensabile nel trattamento delle forme che rientrano nella composizione degli spazi. Da questo concetto deriva la scelta di caratteri formali precisi. Il quadrato e la sua estensione tridimensionale, il cubo, più di ogni altra forma danno l’idea della stabilità; il cerchio ci porta all’idea della continuità, del movimento, della perfezione; il triangolo equilatero invece è legato all’idea dell’energia. L’utilizzo di materiali “grezzi” come l’acciaio, dei fili elettrici e delle tubature fanno in modo che l’oggetto si riveli apertamente in tutte le sue parti privo di diagrammi formali. Questo è lo spirito di RcK, mettere a nudo l’oggetto nelle sue parti costruttive svelandone, di conseguenza, l’essenza e il funzionamento.

http://www.simonedestasio.com/

LA SEDIA PER VISITE BREVI

Q&A con SIMONE DE STASIO, Founder di RcK

La tua città. E tre parole per descriverla. 
Vivo e lavoro tra Milano e Berlino, città che amo e nella quale ho intrapreso i miei studi universitari. Tre parole per descriverla? Stimolante, libera, precorritrice dei suoi tempi.

Tre parole per descrivere i tuoi progetti.
Essenziali, eleganti, comunicativi.

Un colore.
Il nero, sinonimo di eleganza e perfezione.

Un sapore.
Amante della cucina mi piacciono i gusti decisi. I ritmi sempre elevati mi portano però a mangiare in maniera disordinata e piuttosto velocemente, passando a volte da un sapore all’altro.

Antico, moderno o contemporaneo?
Moderno ma con la piena “consapevolezza del passato”. L’idea di un’architettura che rifiuti ogni rapporto con il passato è illusoria ed è anche, a parer mio, una forma molto ingenua.

L’oggetto più prezioso che hai?
L’oggetto più prezioso che possiedo è un anello in cemento con inserti di swarovsky. Non solo per l’originalità ed unicità dell’oggetto in sé ma perché rappresenta per me un’esperienza molto significativa, sotto l’aspetto professionale ed umano, effettuata in uno studio di architettura canario al termine dei miei studi universitari. Qui ho imparato l’importanza del dialogo tra architettura e design.

Dove sta andando il design?
Credo che il design stia subendo in questi anni un cambiamento radicale sotto diversi aspetti e per questo poterne far parte mi stimola molto. I nuovi strumenti tecnologici a disposizione del progettista agevolano la creatività e lo sviluppo dei prodotti aumentandone inevitabilmente qualità ed interesse.

Dove stai andando tu?
Il mio percorso creativo e professionale è molto vario, Berlino e in Italia Milano rappresentano da sempre i miei riferimenti. È da queste due città che traggo le mie ispirazioni ma viaggiare ed aprirsi a nuove conoscenze deve rappresentare un aspetto fondamentale per il progettista odierno. Credo che le distanze non esistano e per questo vedo il mio futuro da cittadino del mondo.

Tre parole per descrivere l’Italia.
Tradizione, bellezza, burocrazia.

Se non in Italia, dove?
Attualmente Berlino credo sia la città più interessante e stimolante nella quale vivere. La possibilità di potersi esprimere liberamente confrontandosi con giovani provenienti da tutto il mondo rappresenta una delle qualità più esclusive di questa metropoli.

Mai senza?
La musica. Non potrei mai vivere senza. È fonte di ispirazione continua nei miei progetti.

Un motto.
Forme architettoniche semplici, razionali, “deduzioni logiche effetto di esigenze obiettive".